IL TERRENO DEL BOSCO

Ligninalignina

Carbonio di origine vegetalecarbonio vegetale

Microrganismi decompositorimicrorganismi

Microrganismi simbioticimicrorganismi

Biodiversitàbiodiversità

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carbonio vegetaleOsserviamo il bosco: è vivo, è possente, è terreno fertile, eppure nessuno lo concima e lo cura. Qual è il segreto?

L’intuizione dell’agricoltura della luce e del carbonio nasce in me quando sono venuto a conoscenza di studi risalenti a fine ottocento, inizi del novecento, sul perché un terreno boschivo sia così fertile rispetto a un terreno agricolo.

Nel bosco non c’è nessuno che va a concimare o a effettuare trattamenti, eppure vi crescono piante possenti tipo querce, faggi o cipressi. Piante che riescono addirittura a penetrare la roccia su substrati che in pratica hanno solo un sottile strato di terra. Cos’è che permette tutta questa forza, questa potenza?

Gli studi hanno dimostrato che il merito di tanta fertilità del terreno è del carbonio vegetale proveniente dalla lenta degradazione della lignina, il materiale legnoso che cade e ricopre il terreno come le foglie o i rami. Il carbonio contribuisce in modo essenziale alla crescita dei migliori microrganismi nel terreno , allo sviluppo radicale e all’assorbimento dei sali minerali presenti nel terreno.

I responsabili di questo processo sono  una serie di centinaia di migliaia di microrganismi che da un lato degradano la sostanza organica, soprattutto la lignina, trasformandola in carbonio organico di origine vegetale e dall’altro entrano in simbiosi con le radici potenziando il funzionamento dell’apparato radicale.

IL CAMPO COLTIVATO

Concime animaleazoto

Nitrati e nitriti a base di azotoazoto

Monocolturamonocoltura

Piante debolipiante deboli

Frutti annacquatipiante deboli

azotoIn agricoltura ci comportiamo come la natura?

Nell’agricoltura tradizionale, ma anche in quella biologica, per alimentare le piante noi abbiamo distribuito nei terreni l’azoto andando a invertire il naturale rapporto tra carbonio e azoto nel terreno. Questo perché i concimi che siano di origine animale, il letame, o di chimica di sintesi, i nitrati, sono tutti a base di azoto.

Inoltre si pratica la monocultura, si diserbano i cambi, si effettuano trattamenti sistemici per difendere le piante dagli attacchi dei patogeni.

Oggi, però, i terreni fertili s’impoveriscono e le piante sono deboli e hanno bisogno di costante assistenza da parte dell’uomo. I frutti poi, grossi e invitanti, ma  spesso annacquati e privi di sapore. Avete presente la differenza di gusto fra una fragolina di bosco e una fragola del supermercato?

 

piante deboliUn errato rapporto fra azoto e carbonio causa malattie nelle piante e nell’uomo.

grafico del diametro dell'atomo

Classificazione dei principali elementi presenti nel terreno secondo il diametro atomico e molecolare, basata sul lavoro di Lothar Meyer.

In natura il terreno fertile è caratterizzato da un rapporto tra carbonio e azoto a favore del primo, ma in agricoltura abbiamo invertito questo rapporto. Il problema è che dal punto di vista chimico le molecole a base di azoto, che in natura si trova legato o all’idrogeno o all’ossigeno, hanno un volume molecolare di molto superiore a quello del carbonio e questo non è un bene.

Guarda caso, nel terreno fertile del bosco ci sono tutti elementi a diametro medio-piccolo: carbonio, magnesio, fosforo, manganese, silicio, ferro. Mentre noi cosa abbiamo fatto? Con l’agricoltura abbiamo veicolato tutti elementi a grande volume molecolare, soprattutto azoto e potassio. Questo ha creato nelle piante l’impossibilità di assorbire i microelementi, un maggior assorbimento di acqua, le ha rese più vulnerabili ai patogeni e i loro frutti sono annacquati.

Non è solo la pianta ad avere bisogno di molecole a basso diametro molecolare, ma anche l’uomo! Chi dà salute al fisico umano sono proprio le molecole di basso diametro. Noi abbiamo sempre più carenza di microelementi come zinco e magnesio e tendiamo all’acidosi. Inoltre negli animali e nell’uomo il cibo ricco di composti di azoto può causare una diminuzione del trasporto di ossigeno nel sangue, problemi alla tiroide, scarsità di vitamina A e favorire la formazione di sostanze cancerogene.

terreno del bosco

microrganismi

I microrganismi alleati della salute della pianta non si sviluppano sui terreni agricoli.

Come abbiamo visto sopra, fondamentali del terreno fertile del bosco sono tutta una serie di microrganismi. Alcuni degradano la lignina trasformandola in carbonio organico di origine vegetale. Altri si nutrono delle sostanze espulse dalla pianta stessa e in cambio alterano l’ambiente modificando il ph della terra vicino ai peli radicali. Inoltre innescando un meccanismo che permette di assorbire in maniera più veloce, diretto e funzionale tutti gli elementi minerali del suolo.

Nel campo questi microrganismi sono assenti. Infatti, a seconda del tipo di ambiente si sviluppano microrganismi diversi. Nell’ambiente tipico del bosco si sviluppano i microrganismi che aiutano la pianta nell’assorbimento degli elementi nutritivi e nell’autodifesa, perché alcuni microrganismi , specialmente gli endo-microrganismi che penetrano all’interno del sistema linfatico della pianta, stimolano la produzione di fitoalessine che sono dei composti prodotti naturalmente dalla pianta sana come autodifesa agli attacchi dei patogeni. Questi microorganismi se non trovano il terreno adatto non ci sono, ce ne sono di altri.

 

agricoltura della luce e del carbonioL’agricoltura della luce e del carbonio riequilibra il giusto rapporto tra carbonio e azoto e reintroduce la corretta attività microbiologica nel terreno.

Io, quando vado nei vigneti, vedo che spesso attorno c’è la macchia mediterranea o il bosco e invito le persone ad annusare la terra del bosco e poi ad annusare quella del loro vigneto. Nessuno l’ha mai fatto, appena lo fanno capiscono immediatamente. A quel punto gli dico: «quando il vostro terreno avrà il profumo del bosco noi non vi serviremo più»

Il primo passo che facciamo perché il suolo torni fertile, è riportare gli elementi nutritivi naturali del terreno rinnovando il giusto rapporto tra carbonio e azoto, a favore del primo. Poi utilizziamo dei nutrimenti naturali, prodotti da noi, che aumentano la capacità di assorbimento della luce e le capacità fotosintetiche della pianta.

La seconda operazione importante che operiamo è la reintroduzione dei microorganismi e delle attività microbiologiche del terreno. Ovviamente il secondo punto è collegato al primo: i microorganismi vivono in un ambiente ideale per il loro sviluppo.

Se una pianta è mezza morta e ha poca attività radicale si potrebbe non ottenere subito un risultato, ecco perché abbiamo creato anche una serie di tisane che nutrono la pianta attraverso l’apparato vegetativo.

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Link utili ...

Julius Lothar Meyer

Chimico tedesco alla base della classificazione degli elementi secondo il diametro atomico.