L’ENERGIA DEL TERRITORIO

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Analisi qualitative

Prima di adottare le teorie sulle energie sottili abbiamo svolto accurate prove sul campo e fatto analizzare i risultati ottenuti in laboratorio.

Come dicevamo a proposito della biodisponibilità, la fisica quantistica ci insegna che noi, e tutto ciò che ci circonda, siamo immersi nelle cosiddette energie sottili: tutto è vibrazione ed energia. Gli antichi, pur non conoscendo la fisica come la conosciamo noi, facevano grande uso di queste energie, ma noi oggi non siamo più abituati a osservarle e a sfruttarle a nostro vantaggio.

Negli ultimi decenni la ricerca è incappata nuovamente in queste energie andando a rivalutare e riscoprire credenze che sembravano solo folklore del passato. Anche noi ci siamo avvicinati quasi con scetticismo a queste teorie, ma l’applicazione pratica ha dovuto farci ricredere. Sul campo diventa semplice notare come in alcune aree circoscritte le piante crescano con forme diverse o diano dei frutti differenti rispetto ad altre, ma a darci ancora più fiducia è stato il notare come tutti i problemi che abbiamo affrontato spariscano e la qualità del prodotto cambi intervenendo con le tecniche di riarmonizzazione  delle energie sottili.

Non ci siamo accontentati dell’osservazione e abbiamo voluto far analizzare i prodotti da noi ottenuti presso i laboratori svizzeri VisionLab, attivi dal 1996. Questi laboratori sono specializzati nell’analisi delle proprietà bio-chimiche e bio-dinamiche dei prodotti attraverso la tecnica della cristallografia spagirica. Ebbene i prodotti da noi armonizzati risultavano di altissima qualità.

condensa bioenergetica

In presenza di energie sottili anche la condensa assume forme armoniche.

biodisponibilitàLe energie sottili condizionano la bio-disponibilità e la vitalità.

Solitamente non si da peso a queste anomalie legate alle energie sottili perché con la chimica, i lieviti selezionati e le filtrazioni, il vino buono lo si ottiene lo stesso. Buono, però, solo da un punto di vista fisico-chimico, non più energetico. Che cosa significa? Significa che le cellule del nostro organismo non è detto che assorbano l’elemento: è corretto dal punto di vista gustativo, è buono, ma non è detto che le cellule lo riconoscano come vitale e quindi lo assorbano.

Il problema si presenta anche nel campo del vino naturale. Tutte le tecniche poco intrusive utilizzate riducono il rischio di perdita delle qualità biochimiche e bioenergetiche durante la lavorazione. Ma se il prodotto di base non è energeticamente alto o l’ambiente della cantina è congestionato, il vino al massimo verrà buono,  non vitale. E non importa che sia senza solfiti!

 

energiaIl nostro metodo comprende anche un’analisi e riarmonizzazione delle energie sottili.

Per verificare le energie sottili del territorio noi facciamo delle analisi precise di tutti gli ambienti coinvolti, dai vigneti alle cantine, e riusciamo a individuare i cosiddetti nodi geopatogeni, cioè i punti in cui ci sono energie basse o d’ostacolo alla vita stessa. In presenza di queste energie il processo di produzione è più difficile.

Inoltre, abbiamo creato dei sistemi per riarmonizzare determinate situazioni congestionate utilizzando  forme ben precise. Delle forme armoniche che vengono dallo studio delle proporzioni auree. Tutto in natura è fatto con determinate proporzioni e noi riusciamo a trasmettere le corrette vibrazioni alla terra e alle piante così da ripristinare la purezza delle energie sottili. I prodotti stessi che utilizziamo, come l’acqua Rigenera, hanno delle vibrazioni alte e quindi alimentando costantemente la pianta, la pianta assorbe queste energie e si riequilibria.

Con il terreno ricco di carbonio, con i giusti microrganismi, i giusti alleati nelle piante di sovescio e negli insetti, con le energie sottili riarmonizzate e bio-disponibili, l’uva è ora pronta a essere trasformata in vino.

Contattaci subito se vuoi sapere di più sull’agricoltura della luce e del carbonio e i Vini di Luce o se sei interessato ai nostri prodotti.
Dalle viti coltivate con l’agricoltura della luce e del carbonio si ottiene l’uva, ora occorre trasformarla in Vino di Luce.