L’endoterapia, verifichiamo l’efficacia di questo metodo innovativo in un vigneto

 

30/06/2018
Siamo andati in un vigneto nel Soave per provare una nuova tecnica particolare, che si chiama endoterapia, per combattere le malattie della vite con prodotti naturali. Si tratta appunto di particolari acque con degli estratti vegetali che vengono immensi direttamente nella pianta, attraverso un foro praticato nel tronco. Vengono fatti circolare direttamente nel sistema linfatico. Stiamo provando queste tecniche per cercare di risolvere delle patologie importanti che portano purtroppo anche alla morte precoce da vite, quali il Mal dell’Esca e la Flavescenza Dorata.

Il Mal dell’ Esca è una malattia purtroppo diffusa, soprattutto in alcune zone, e colpisce anche vigneti relativamente giovani. Sappiamo che ci sono molte accortezze per limitare l’insorgenza di questa malattia. Prima fra tutti l’attenzione nella potatura: bisogna evitare tagli troppo grossi, tagliare solo legni non superiori a i due anni d’età. Sappiamo che la vigna non cicatrizza tagli nel legno superiori ai due anni. Un altro accorgimento è quello di incrementare il livello di sostanza organica, di carbonio organico e di attività microbiologica nel terreno. Per questo occorre dare dei concimi vegetali e dei prodotti a base di microrganismi al terreno. Anche l’università di Firenze ha dimostrato l’efficacia dei trattamenti con microrganismi, quali il trichoderma, contro questa malattia. Però a volte prevenire non è sufficiente.

Come intervenire su una pianta malata per salvarla? Arriva in nostro aiuto l’endoterapia, una tecnica 100% naturale. Vediamo come procedere: per prima cosa è importante segnare le piante dove si notano i primi sintomi di malattia, contraddistinguerle, e intervenire il prima possibile con l’endoterapia. Il prodotto va messo in un recepente che non prenda la luce, noi abbiamo coperto la sacca di plastica con delle semplici borsette che si utilizzano per mantenere in fresco le bevande e abbiamo inserito all’interno circa 200/250 ml. di questo prodotto. Abbiamo avvolto il tubicino che parte dalla sacca con carta di giornale, sempre per la luce, e al termina abbiamo messo un beccuccio con rubinetto così da regolare l’uscita del liquido. Abbiamo fatto un foro nella corteccia della pianta col trapano, cercando di prendere il canale linfatico. Abbiamo quindi regolato la fuoriuscita del liquido, che deve semplicemente gocciolare,e infilato il beccuccio nel foro. Occorre prestare attenzione che l’acqua non esca dal foro.

La prima prova di endoterapia l’abbiamo fatta a fine maggio 2018, un periodo in cui il trattamento non andrebbe fatto perché siamo già a stagione inoltrata. Questa tecnica andrebbe fatta subito alla ripresa vegetativa. Bisognerebbe segnarsi la pianta quando si manifesta la malattia, in genere durante l’estate, e poi intervenire a primavera in modo da sfruttare la maggiore forza della pianta e anche l’ascensione linfatica.

E’ un lavoro laborioso ma sappiamo quanto impiega una vigna a crescere e che danno abbiamo quando una pianta si ammala: il mancato reddito per anni, oltre a tutto il lavoro che è stato fatto per farla crescere che in pochi mesi se ne va!

 

12/07/2018
Siamo tornati una decina di giorni dopo nel vigneto dove avevamo fatto l’endoterapia per cercare di fermare il Mal dell’Esca. Vediamo che una parte della pianta è rimasta sana, nell’altra ci sono i segni evidenti della malattia, ma diciamo che è rimasta dove l’avevamo lasciata, è stabile, la malattia non è andata avanti, le foglie sono ancora verdi. Adesso terremo monitorata la situazione per vedere se i tralci riusciranno a maturare e magari anche una parte di grappoli.

 

19/09/2018
Siamo tornati a settembre per verificare lo stato delle piante curate con l’endoterapia e vediamo che tutte le prove che abbiamo fatto hanno dato un riscontro positivo. Le piante sono riuscite ad alimentare l’uva a portarla a maturazione, quindi hanno manifestato dei parametri simili alle uve sane; anche i tralci sono maturati bene. Sembra che questa tecnica abbia portato i frutti sperati.

A primavera, fine aprile 2019, cominceremo a fare l’endoterapia come va fatta. Ora abbiamo tutta la stagione davanti per verificare l’efficacia di questo trattamento, partendo però nel periodo più indicato! Abbiamo avuto il 100% di risultato partendo nel periodo meno indicato, questo ci è sicuramente di un buon auspicio. Seguiremo tutte le fasi e illustreremo tutti gli elementi analitici delle uve e dei mosti per verificarne l’effettiva efficacia.

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