Il sovescio per il nord Italia

 

Oggi vediamo il sovescio studiato dalla Vini di Luce appositamente per i territori del nord Italia, il Equilibrio Carbonio Azoto 1, o più semplicemente  il CN1. Pur essendo un unico mix, l’abbiamo bilanciato in modo da dare il massimo sia nelle zone dove le temperature in inverno sono davvero rigide,  sia in quelle con climi un po’ più miti.

Nel filmato allegato vedrete le immagini girate in 3 aziende differenti del nord Italia, una in Alto Adice, una sui colli Berici ed infine una nell’Oltrepo’ Pavese. In Alto Adige soprattutto, ma anche sui colli dell’Oltrepo’ Pavese le temperature invernali sono rigide, ed è per questo che nel nostro mix abbiamo inserito determinate specie, tipo la segale, che resiste bene al freddo. Passeggiando tra i filari a maggio la segale svetta tra le erbe raggiungendo altezze importanti.

Al contrario sui colli Berici, in provincia di Vicenza, l’erba del nostro sovescio per il nord Italia che predomina, se non in altezza sicuramente nello sviluppo complessivo, è l’avena. Quindi questo sovescio, a seconda della zona in cui è coltivato, sviluppa la pianta ideale.

Le graminacee sappiamo che sono fondamentali perché apportano una gran quantità di carbonio organico di origine vegetale, ma oltre alle graminacee abbiamo inserito nel mix del trifoglio, quindi leguminose, abbiamo seminato la veccia e la facelia, che coi sui fiori attira una gran varietà d’insetti utili.

Molti viticoltori temono di seminare la veccia perché hanno paura che si attacchi al filare, quindi si attorcigli lungo le vigne, ma la veccia, invece, si attorciglia lungo degli steli, come  può essere la segale. Ed è infatti proprio uno dei motivi per cui la segale è stata inserita nel mix, sembra quasi che faccia da palo. L’altra graminacea intorno a cui si attorciglia la veccia è proprio l’avena. Quindi il pericolo che si attorcigli intorno alla vite proprio non c’è.

I consigli di applicazione che diamo su questo sovescio per il nord Italia sono più o meno gli stessi che diamo per tutti i nostri mix. Consigliamo di seminarlo un filare sì ed un filare no, così da poter fare tutti i trattamenti senza doverlo calpestare. Lavorerà apportando sostanze nutritive ed insetti utili fino a maggio, quando inizia la sfioritura. Il periodo esatto della falciatura dipende anche dal meteo, una maggiore piovosità primaverile suggerisce di tagliarlo un po’ prima così che non mantenga troppa umidità.

Noi consigliamo sempre prima una sfalciatura e, se possibile, lasciarlo sul suolo a mo’ di pacciamatura per un po’ di tempo e poi interrarlo, se c’è la necessità.  Questo perché sappiamo che è importante non interrare del materiale vegetale fresco per cercare di non sviluppare tutti quei microrganismi tipici della putrefazione e invece attendere il disseccamento superficiale ad opera anche di tutta un’attività microbiologica che viene a svilupparsi quando l’erba è sfalciata e lasciata sul suolo. Solo in un secondo momento, quando è già in uno stadio avanzato di decomposizione, possibile interrarlo. Questo non è obbligatorio, anzi! L’effetto di pacciamatura è importante e si può benissimo lasciare il sovescio sfalciato sul suolo, soprattutto nelle zone più calde dove l’eccessiva temperatura può creare delle riduzioni di fertilità e dell’attività microbiologica.

Noi siamo specializzati nello studio dei terreni e degli ambienti per calcolare la miscela ideale per ogni situazione da riequilibrare da un punto di vista sia del terreno che delle piante. E quindi facciamo dei sovesci mirati per raggiungere gli scopi preposti. Per acquistare il nostro sovescio per il nord Italia, o un altro della nostra gamma di sovesci specifici, potete contattare l’azienda Corimpex, cliccando su questo link.

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